Trattamento focale

del tumore della prostata con la crioterapia

La Crioterapia è una terapia localizzata e mirata alle singole lesioni riscontrate e per questo limitata alla sola neoplasia localizzata ovvero alla malattia tumorale che non si è diffusa al di fuori della prostata, ben definita dalla risonanza magnetica (divenuta ormai test diagnostico di prima scelta nella stadiazione locale prostatica) e con concordanza bioptica tramite una o più agobiopsie eseguite mediante metodica trans-perineale, con o senza l’aiuto della risonanza magnetica (metodica Fusion).

La crioterapia mira ad utilizzare temperature estremamente fredde per congelare e distruggere le cellule tumorali prostatiche.

VANTAGGI

✓ Possibilità di distruggere il tessuto tumorale senza ledere gli organi circostanti;

✓ è un trattamento minimamente invasivo (senza incisioni);

✓ Assenza di radiazioni;

✓ Trattamento eseguito in anestesia spinale con ricovero ospedaliero breve;

✓ Possibilità di ripetizione del trattamento (necessario per 1 paziente su 4/5);

✓  Favorisce un recupero funzionale molto rapido, il che significa che è possibile ritornare rapidamente a vivere la quotidianità (anche lavorativa);

✓ Provoca un basso tasso di effetti collaterali.

svantaggi e POSSIBILI EFFETTI COLLATERALI

  • Non è ancora noto quali siano i tassi di cura della crioterapia a 10-15 anni, poiché è un trattamento relativamente nuovo.

  • Possono manifestarsi (a carattere lieve e transitorio): leggero sanguinamento dall’area perineale dove sono stati inseriti gli aghi; infezioni urinarie; difficoltà di minzione dopo la procedura con sintomatologia irritativa e/o ostruttiva sino ad un quadro di vera e propria ritenzione (con necessità di posizionare un catetere vescicale); gonfiore in corrispondenza dei genitali esterni (pene e scroto); formicolio o intorpidimento intorno al pene; dolore nella regione perianale o in corrispondenza del retto.

  • Possibili complicanze: impotenza/disfunzione erettile; incontinenza urinaria (che in genere può migliorare nel tempo); sgocciolamento e/o perdite di materiale dall’uretra con dolore e/o difficoltà nel passaggio delle urine (occasionalmente può rendersi necessaria un’operazione endoscopica per migliorare il flusso urinario). Raramente si può formare una fistola retto-uretrale che può richiedere in taluni casi un’operazione (una colostomia temporanea o ancora più raramente un intervento di riparazione e chiusura della fistola).

approfondimenti

COSA C’È DI NUOVO

La terapia focale nell’ambito del tumore prostatico è una nuova modalità di trattamento che si prefigge di ottenere un controllo sulla neoplasia, minimizzando i comuni effetti collaterali che si osservano nei trattamenti radicali (chirurgia radicale e radioterapia), risparmiando tessuto prostatico apparentemente sano e tenendo quindi vitali le funzioni associate alla prostata.

Le fonti di energie studiate in grado di provocare una ablazione prostatica e, più precisamente, una necrosi coagulativa di parte del parenchima prostatico sono molte, ma fra queste la Crioterapia rappresenta la modalità più studiata, più utilizzata e supportata da maggiori evidenze scientifiche.

La procedura consiste in due cicli di congelamento inframezzati da due cicli di riscaldamento. Il tessuto prostatico cancerogeno va incontro ad un processo di necrosi cellulare e alla sua distruzione. Durante la procedura, la temperatura nelle strutture circostanti la prostata (retto, vescica) è monitorata continuamente da aghi speciali, che sono inseriti all’inizio dell’intervento. Durante il trattamento si procede con l’iniettare un liquido, che permette di riscaldare la vescica e l’uretra in tutta la sua lunghezza, evitando che dal processo di congelamento venga danneggiato il tessuto limitrofo.

Il trattamento si esegue in anestesia locale (spinale) e prevede l’inserimento di 2-3 aghi all’interno della prostata per via transperineale sotto guida ecografica, ha la durata di circa 50 minuti e prevede un ricovero di una notte di degenza.